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press release

Nadia Ayari

press release

7 novembre - 23 dicembre 2009

I dipinti di Nadia Ayari danno un'interpretazione per immagini di alcune delle questioni più controverse che circondano il mondo islamico e i conflitti medio orientali: sono rappresentazioni simboliche di situazioni politiche globali. La sua capacità di presentare idee altamente provocatorie in un modo aperto è reso possibile dall' uso della pittura: attraverso le immagini può suggerire questioni che verrebbero considerate oltraggiose se espresse diversamente. Per Ayari, creare questi scenari e personaggi è un modo di personalizzare la natura astratta dei processi geo-politici, per acquisire una conoscenza più intima di come i conflitti globali colpiscono direttamente ciascuno di noi.

Contemporaneamente il suo lavoro, traendo ispirazione da artisti come Philip Guston, esplora l'atto stesso del dipingere: come le qualità formali d'espressione si fondono con l'immaginazione dell'artista, creando possibilità d'introspezione, rappresentazione simbolica, critica sociale, racconto. Con pennellate dense e pastose crea personaggi e scenari surreali, metafore potenti di situazioni reali. I suoi dipinti sono territori in cui personaggi da fumetto sono espressi e temperati da una profonda conoscenza della pittura, sia della sua storia che della pratica, citando influenze così diverse come l'arte popolare, l'espressionismo astratto e l'artigianato arabo.

Cresciuta a Tunisi, Ayari ha cominciato a lavorare su temi medio orientali solo dopo essere giunta negli Stati Uniti nel 2000: "Ho sentito il peso della responsabilità artistica, intellettuale e culturale dopo essere arrivata negli Stati Uniti nove anni fa. I risultati delle elezioni presidenziali di quell' anno e i fatti dell'11 Settembre formarono la mia prima esperienza degli Stati Uniti, ed hanno avuto un impatto profondo sulla mia voce di artista."
"Nei miei dipinti esploro degli scenari politici. Usando un'estetica surrealista, creo delle immagini che parlano alla nostra esperienza civile di testimoni del processo politico. In questi lavori compongo dei racconti nei quali personaggi apparentemente incongrui e chiaramente appartenenti ad ideologie opposte, sono profondamente impressionati l'uno dall'altro. Il personaggio con la testa a forma di pistola è la rappresentazione dell'uomo politico, mentre la giovane donna dal grande occhio blu è un soldato del Jihad. La natura simbolica di questa relazione è al centro di questo nuovo gruppo di lavori. La sospensione di tempo e luogo in queste narrazioni visive, nel mettere i personaggi in paesaggi non specifici, spesso li ricopre di gravità simbolica che parla del nostro clima politico attuale: un'epoca di violenza."

Le opere di Nadia Ayari sono state presentate nella mostra Unveiled: Art form the Middle East alla Saatchi Gallery di Londra nell'inverno 2008 -2009

English version

In the first exhibition we will present paintings and water colors by the young Tunisian artist Nadia Ayari, born in Tunis in 1981 and living in New York.
Ayari creates images that are symbolic of some of the most controversial issues surrounding the Islamic world. Her ability to present highly provocative ideas in a sensitive way is facilitated by her use of paint: through images she can suggest things which would be outrageous to say otherwise. Her canvases are terrains where quick comic wit is tempered by a profound engagement with painting's history and practice, citing influences as diverse as folk art, abstract expressionism, and Arabic artifacts and hand-crafts. Taking inspiration from artists such as Phillip Guston, Ayari's work is also concerned with the act of painting itself, how the formal qualities of expression become fused with the artist's imagination, providing opportunities for introspection, escapism, social critique, and storytelling. Through her paintings she develops an intricately woven and constantly extending narrative, that underpins and contextualizes her practice as whole; each painting operates as a scene from her ongoing story. For Nadia Ayari, creating these fictive scenarios is a way of personalizing the abstract nature of geo-politics and gaining a more intimate understanding of how global conflict affects each of us as individuals.

“I first felt the weight of artistic, intellectual and cultural responsibility when I moved from Tunis to the United States nine years ago. The outcome of that year's presidential election and the following September events shaped my initial experience of North America, and have had a profound impact on my artistic voice.
In my paintings, I explore political spaces. Using a surrealist aesthetic, I make images that speak to our civilian experience as witnesses to the political process. In these works, I compose narratives where characters seemingly at odds with each other and claiming to hold opposing ideals are deeply affected by one another. The Gun Face is a representation of a Politician while the Blue-Eyed Young Women is a Jihadist Soldier. The symbiotic nature of this relationship is at the core of my new body of work.
The suspension of time and place in these visual narratives, by placing the characters in non-specific landscapes, often cloaks them with symbolic gravity that speaks to our current global political climate: a time of splintering violence.
And so, with this new series of images, my question is: can we find ways to understand one another, enough to forget our differences, and forgive each other our actions?”

Works of Nadia Ayari have been shown in the exhibition “Unveiled: Art from the Middle East” at the Saatchi Gallery in London in Winter 2008-2009.