Maurizio Anzeri
press release
25 febbraio - 7 aprile 2010
Maurizio Anzeri utilizza una tecnica unica: ricama arabeschi geometrici su fotografie in bianco e nero degli anni quaranta e cinquanta, sovrapponendo così alle immagini sbiadite ma evocative di visi d'altri tempi ragnatele d' impulsi, emozioni ed esperienze personali. Usa i fili come se fossero matite colorate che creano linee nello spazio per dare all'impalpabilità dell'immagine fotografica una presenza sottilmente tridimensionale, dando luogo a un cortocircuito tra figurazione e astrazione.
Queste fotografie, trovate in scatole dimenticate o ai mercati delle pulci, possono non aver rivelato la loro vera identità nel passato, ma grazie al lavoro dell'artista trovano una nuova vita nel presente. Anzeri ricama le sue trame per esplorare idee d'espressività ed associazioni intorno all'idea di “persona”. Le immagini talvolta diventano surreali o inquietanti e trasformano il soggetto in una chimera, altre volte la luminosità dei colori e le forme ondeggianti o geometriche lo elevano oltre il significato di ritratto. L'intervento trasforma il classico ritratto fotografico di studio in un nuovo oggetto dall'espressività e dal significato enigmatico, simbolico delle continue metamorfosi della storia.
Dice: “Lavoro con il ricamo e il disegno per esplorare l'essenza dei segni nella loro manifestazione fisica. Traggo ispirazione dalle mie esperienze personali e dall'osservazione di come, in altre culture, i corpi stessi vengono talvolta concepiti come simboli grafici viventi.
Utilizzo il ricamo per re-interpretare e marcare lo spazio con un segno umano, una traccia.
L'azione intima del ricamare è un rituale per rinnovare le storie e la storia di queste persone.
Sono interessato alla relazione tra l'intimità ed il mondo esterno.”
Anche le sculture, formate con capelli tessuti, intrecciati e cuciti, sono rappresentazioni al contempo fisiche e simboliche di metamorfosi e mutazioni della storia e dell'evoluzione.
“Per anni ho lavorato con i capelli: con ago e filo li compongo e cucio finché diventano un materiale plastico, una scultura. Considero i capelli un mezzo metaforico per rappresentare
o evocare una presenza corporea, una fisicità nello spazio. Considero i capelli la parte più scultorea del corpo.”
Nato a Loano nel 1969, Maurizio Anzeri ha studiato scultura alla Slade School of fine Art e vive a Londra. Nel 2009 alcune sue opere sono state esposte nella mostra “The Photographic Object” alla Photographer's Gallery e in una mostra personale presso la “Riflemaker Gallery” di Londra.
Attualmente le sue opere sono esposte nella mostra “British Art Now” allo State Hermitage Museum di S. Pietroburgo.
E' stato invitato a partecipare alle mostre “British Art Now” e “Out of Focus”, entrambe alla Saatchi Gallery di Londra nel 2010.
Maurizio Anzeri works with discarded black and white portraits, which he brings back into existence with exquisite embroidery. A celebration of forgotten lives, his work transforms a straight photograph into a three-dimensional object with an intense psychological dimension.
The portraits he creates are both beautiful and unnerving. Masked faces of someone's long-forgotten relatives radiate new expression, which reinvents old stories through an unexpected and new visual language.
He says: “I work with sewing, embroidery and drawing to explore the essence of
signs in their physical manifestation. I take inspiration from my own personal experience and observation of how, in other cultures, bodies themselves are treated as living graphic symbols.
I then use sewing and embroidery in a further attempt to re-signify, and mark the space with a man-made sign, a trace.
The intimate human action of embroidery is a ritual of making and reshaping stories and history of these people.
I am interested in the relation between intimacy and the outer world.”
Maurizio Anzeri was born in Loano (Italy) 1969 and lives in London. He graduated with an MA in Fine Art (Sculpture) at the Slade School of Art in 2005. He was selected as one of the top 100 young emerging artists FlashArt 2008, and was one of 30 artists shortlisted for the 2008 Sovereign European Art Prize.
In 2009 he was part of “The Photographic Object” at The Photographer's Gallery London and the solo show “I will buy the flowers myself” at Riflemaker Gallery London. At the moment his work is showing in “British Art Now” at the State Hermitage Museum, St Petersburg.
Future Shows in 2010: “British Art Now” and “Out Of Focus” Photography Now, both shows at the Saatchi Space London.